Alcuni dati sulla demenza
Secondo il Report Nazionale dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS, 2021-2023) in Italia, sulla base dei residenti al 1° gennaio 2023 (dati ISTAT), è possibile stimare 1.126.961 casi di demenza nella fascia d’età̀ uguale o superiore ai 65 anni e 23.730 casi di demenza giovanile compresi nella fascia d’età 35-64 anni. In Italia sono circa 600.000 le persone malate di Alzheimer – la forma più comune di demenza – con 80mila nuovi casi ogni anno.
Ad oggi le cause della malattia sono ancora sconosciute ma si rileva un’origine plurifattoriale collegata a diversi fattori quali genetica, ambiente e stile di vita.
Purtroppo, non sono disponibili cure farmacologiche risolutive e l’assistenza grava per l’80 % dei casi sulla famiglia che deve dedicare l’intera giornata alla gestione del malato, pagando un importante prezzo sia in termini di stress psicologico che in termini economici.
I sintomi dell'Alzheimer
Ecco 10 sintomi – campanelli d’allarme per la malattia di Alzheimer – individuati dall’Alzheimer’s Association.
1. PERDITA DI MEMORIA
Può capitare di dimenticare un compito, una scadenza o il nome di un collega, ma la dimenticanza frequente o un’inspiegabile confusione mentale a casa o sul lavoro può significare che c’è qualcosa che non va.
2. DIFFICOLTÀ NELLA PROGRAMMAZIONE E NELLA SOLUZIONE DEI PROBLEMI
Alcune persone possono sperimentare cambiamenti nella loro capacità di sviluppare e seguire un programma o lavorare con i numeri. Possono avere problemi a ricordare una ricetta che era loro familiare o a tenere traccia delle bollette mensili. Esse possono avere difficoltà a concentrarsi, e impiegano molto più tempo di prima per fare le cose.
3. DIFFICOLTÀ A COMPLETARE GLI IMPEGNI QUOTIDIANI
Le persone con Alzheimer hanno spesso difficoltà a completare le attività quotidiane. A volte, possono avere problemi per guidare l’auto verso un luogo familiare, per gestire un budget al lavoro o ricordare le regole di un gioco preferito.
4. CONFUSIONE DI TEMPI E LUOGHI
Le persone che soffrono di Alzheimer possono perdere il senso delle date, delle stagioni e del passare del tempo. Possono avere difficoltà a capire qualcosa se non avviene immediatamente. A volte, possono dimenticarsi dove si trovano o come sono arrivati lì.
5. DIFFICOLTÀ A CAPIRE IMMAGINI VISIVE E RAPPORTI SPAZIALI
Per alcuni, avere problemi visivi è un segnale del morbo di Alzheimer. Tali individui possono avere difficoltà a leggere, a giudicare la distanza e a stabilire il colore o il contrasto. In termini di percezione, essi possono passare davanti a uno specchio, e pensare che qualcun altro sia nella stanza. Potrebbero non capire di essere loro la persona nello specchio.
6. DIFFICOLTÀ A PARLARE E A SCRIVERE
Chi soffre di Alzheimer può avere difficoltà a seguire o a partecipare a una conversazione. Queste persone possono fermarsi nel bel mezzo di una conversazione e non avere alcuna idea di come continuare, oppure può accadere che si ripetano. Potrebbero lottare con il vocabolario, avere problemi a trovare la parola giusta o chiamare le cose con il nome sbagliato.
7. INCAPACITÀ DI COLLOCARE GLI OGGETTI AL POSTO GIUSTO
A chiunque può capitare di riporre male un portafoglio o le chiavi di casa. Una persona con demenza, però, può riporre gli oggetti in luoghi davvero singolari, come un ferro da stiro nel congelatore o un orologio da polso nel barattolo dello zucchero, e non ricordarsi come siano finiti là.
8. DIMINUZIONE DELLA CAPACITÀ DI GIUDIZIO
9. RITIRO DA HOBBY E ATTIVITÀ SOCIALI
Le persone che soffrono di Alzheimer possono iniziare a rinunciare a hobby, attività sociali, progetti di lavoro o attività sportive. Possono avere problemi nell’aggiornarsi sulla squadra sportiva preferita o nel ricordare come completare un hobby favorito.10. CAMBIAMENTI DI UMORE E DI PERSONALITÀ
L’ umore e la personalità delle persone con Alzheimer possono cambiare. I malati possono diventare confusi, sospettosi, depressi, spaventati o ansiosi. Possono essere facilmente suscettibili a casa, al lavoro, con gli amici o nei luoghi nei quali sono al di fuori della loro zona di comfort.
ATTENZIONE!
Quando sono visibili almeno quattro di questi campanelli d’allarme è bene confrontarsi con il proprio medico di base.
In ogni caso, quando si presentano deficit di memoria, anche lievi, è importante consultare uno specialista per una valutazione.
Spesso non basta una solo visita , ne tantomeno un iter medico per formulare una diagnosi precisa ma serve un paragone tra i risultati a distanza di tempo. La malattia infatti ha diverse modalità per manifestarsi ed evolvere nel corso degli anni: mediamente dura da 7 a 12 anni, fino ad arrivare a presentarsi da 2 a 20 anni.
